Pratiche energetiche
Le pratiche energetiche si distinguono sommariamente in 3 tipologie:
– Relazione Energetica
– Attestato di Qualificazione Energetica (A.Q.E.)
– Attestato di Prestazione Energetica (A.P.E.)
Non menziono il Superbonus 110 in quanto a mio avviso ormai è diventata una pratica
obsoleta.
Le Relazione Energetica e L’A.Q.E. sono pratiche che fanno parte integrante di un Permesso
a Costruire o di una SCIA in alternativa al permesso a costruire in quanto formano una
progettazione, a livello energetico, di tutte le entità che incidono sulla prestazione energetica
dell’immobile.
Tale progettazione energetica è normata dai vari decreti usciti nel corso degli anni, che mirano
a migliorare le nuove edificazioni e gli ampliamenti, cercando di andare sempre più verso la
tipologia di case green, eliminando il più possibile il dispendio energetico e sfruttando
sempre più energie rinnovabili in sostituzione dei combustibili fossili come il petrolio e il gas.
Secondo il testo della Direttiva Case Green approvato, gli edifici residenziali dovranno
raggiungere, come minimo, la classe di prestazione energetica E entro il 2030, e la classe D
entro il 2033, mentre tutti i nuovi edifici residenziali dovranno essere realizzati a emissioni
zero a partire dal 2028. Ricordo che le classi vanno dalla “A4” (la più performante a emissioni
0) alla “G” (l’ultima con il peggiore dispendio energetico)
In conclusione, la relazione energetica e l’A.Q.E. sono una previsione della classe energetica
che l’immobile dovrà avere a completamento della costruzione.
L’A.P.E. invece riguarda l’individuazione della classe energetica di un immobile al momento
della valutazione, e prende in considerazione tutti i requisiti che impattano sul dispendio
energetico, al fine di collocare la struttura in una delle classi suddette.
Tale certificazione è obbligatoria per le locazioni e per le compravendite.
Ora vorrei sottolineare l’importanza di questa certificazione.
La normativa europea ci sta portando verso un sentiero che premia, a livello economico, gli
edifici energeticamente performanti rispetto a quelli meno, in parole povere due immobili di
pari superficie posti in adiacenza l’uno all’altro, uno in classe A4 e uno in classe G,
porteranno una grande differenza di prezzo di vendita. Considerando inoltre che tutte le
regioni d’Italia stanno pescando gli APE depositati per effettuare controlli e verifiche, tanti
certificatori sono stati sanzionati con importi che vanno da un minimo di 700€ ad un massimo
di 4.200€ ma fino a qui potrebbe sembrare che il problema rimane al certificatore mentre in
realtà non è così perché un APE errato può portare all’annullamento dell’atto di
compravendita, con tutte le problematiche che ne derivano. Questo per via della classe
energetica che determina il prezzo dell’immobile.
Il mio consiglio è quello di non risparmiare quando dovete fare un A.P.E., ormai è una pratica
che non può costare più 100€.


